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Mi chiamo Eddie Tower. E da tre giorni vivo su Second Life. Attratto da questo universo parallelo, dal fatto che anche Reuters abbia aperto una filiale da quelle “parti”, ho deciso di creare la mia seconda identità. Sono di natura timido, per cui – come hanno osservato alcuni studiosi – ho trasportato questa mia caratteristica anche nella dimensione alternativa. Ma superato l’ostacolo del mio inglese traballante ho iniziato ad incontrare “persone”. Una ragazza cosparsa di piercing e tatoo – americana, così diceva di essere – alla mia domanda sul perché fosse in Second Life mi ha liquidato con un fantastico “I don’t know” prima di volar via. Al secondo incontro ho avuto a che fare con una sedicente brasiliana che girava completamente nuda. Ma non capiva né l’italiano né l’inglese né tantomeno il francese. La mia domanda era sciocca: «Perché giri nuda?». Alla fine imbrocco un americano residente in Germania. Per lo meno così ha detto. La sua sensazione coincideva con la mia, dopo aver girato per le vetrine di chi in qualche maniera cercava di spillarmi soldi per un niente virtuale: una noia mortale. Sono tornato, ma non l’ho più incontrato.
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Mi candido alle elezioni del Consiglio di Istituto. Mica alla Camera. Eppure mi sento tanto liberalsocialista. Perché? Ecco cosa ho scritto ai miei potenziali elettori.
La scelta di candidarmi è stata dettata da una serie di ragioni che – suppongo – ti siano ormai ben note. Quel che è la scuola oggi influirà molto su cosa e come saranno i nostri figli domani. Questa considerazione, forse banale, mi induce a portare avanti una visione dell’istituzione scolastica nella quale i nostri figli non sono mai numeri o nomi e cognomi – come invece è purtroppo accaduto a causa di norme e provvedimenti ministeriali – bensì “bambini”. Ognuno diverso dall’altro, ognuno inserito in uno specifico ambiente familiare e sociale (non solo locale), ognuno con le sue individuali necessità e potenzialità. Gli insegnanti ed il personale della scuola hanno supplito a queste disfunzioni di natura burocratica. Ma credo che, insieme, si debba e si possa fare di più. Mettere al centro della scuola il bambino, la sua famiglia ed il suo ambiente è qualcosa che – a mio modo di vedere – passa per alcuni principi. (continua…)
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Mi sono girato nel letto per un’ora. Poi l’insonnia ha avuto il sopravvento. Non riuscivo neanche a leggere. Ed ecco che l’unica alternativa era quella di alzarsi e sedersi davanti alla tv. Uninettuno, l’università a distanza, propinava le sue lezioni televisive ed ho provato a mettermi nei panni di uno studente. A parte la citazione di Habermas – da parte di un docente di nuovi media – dove la “sfera pubblica” era quella che si era creata nel ‘700 all’interno dei bar (sic!), la lezione più terrificante è stata quella su “Religione e Scienza”. La conclusione ultima era quella che per il terzo millennio la migliore fede da accogliere – dopo aver indicato come appetibili sincretismo, buddismo, ebraismo e protestantesimo – è la matematica. Piuttosto divento ateo.
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Studiare su Second Life
Ormai è un’epidemia. Dopo la Reuters che ha aperto una redazione nel mondo virtuale di Second Life, dopo che Howard Rheingold ha tenuto lezione su Second Life, non potevano mancare i corsi universitari su Second Life. Ma la Bocconi ancora non c’è.
Studiare gratis al Mit
Vuoi studiare al mitico MIT? I corsi sono gratuiti e puoi seguirteli da casa. Alla faccia di Cepu & Co.
Sessualità inconsapevole
Le nostre attitudini sessuali rivelate da atteggiamenti inconsapevoli.
technorati tags: e-democracy, blog, turismo, e-government
Finalmente nella blogosfera qualcuno che si accorge dove sta il vero neo di Turisti Protagonisti, il sito del Ministero dei Beni culturali. E’ la presenza di una redazione che allontana l’iniziativa dal web come dimensione condivisa, c’è insomma un filtro che seleziona i materiali provenienti dal “basso”. Il timore che si inneschino fenomeni incontrollabili di conflitto è da sempre latente nella pubblica amministrazione, tanto da essere manifestato anche nelle linee guida per l’e-democracy. Certo altrove, come nel caso della Federal Trade Commission, l’apertura di un blog è stata senza dubbio un gesto di coraggio. D’altro canto non ci si può neppure illudere troppo sull’entità della partecipazione politica (in senso alto) che è possibile nella “società digitale”. A questa parola attribuisco infatti non il senso di intera collettività nazionale o globale, bensì di comunità circoscritta, quelli connessi (intellettualmente e tecnicamente). A tal proposito basti ricordare l’amaro in bocca che hanno avuto quanti – in occasione del referendum sulla procreazione assistita – avevano lavorato alla campagna tra bloggers illudendosi nella vittoria. E’ la riprova che non tutti sono collegati ad internet e quindi non se ne può enfatizzare troppo il ruolo, sebbene sia molto importante, di nuova sfera pubblica.
Il display del cellulare mi annuncia l’ennesima offerta tutto incluso. Tv digitale, banda superlarga e telefonate over ip, quelle che passano per il computer, ad un prezzo unico. Non accetto, troppo oneroso. Ma prima o poi cadrò anch’io in questo ecosistema di satelliti, fibre ottiche e un’esistenza apparentemente always on, sempre accesa.
Robert D. Putnam lo chiama bowling alone, giocare a bowling da soli. E’ il fenomeno che secondo uno studio della Duke University attanaglia l’America e forse, se lo si andasse a verificare, anche il resto del mondo “connesso”. Le occasioni di ritrovo in un club, in un’associazione, in una cerchia informale. (continua…)
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Fa sesso col cane, la moglie lo fotografa col telefonino e lo denuncia per «crudeltà di primo grado». Verso gli animali. E’ evidente che la signora o non si è affatto sentita tradita vedendo il consorte con la bull terrier o sapeva bene cosa era toccato subire alla bestiola.
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technorati tags: cellulari, privacy, Google
L’età delle spiate non poteva farne a meno. Si chiama www.geomobiles.net e si presenta come una delle più fresche diavolerie del web 2.0. Stessi colori pastello, l’icona Labs scopiazzata da qualche applicativo di Google e un’idea innovativa. In fondo con le interfacce stile GoogleMaps ed i cosiddetti mashup, le applicazioni web ibride, ci aspettiamo che ciò sia possibile. Si tratta di un “servizio” di localizzazione dei cellulari. In pratica, la promessa sembra questa, inserendo il prefisso internazionale, quello dell’operatore ed il numero dopo aver premuto il bottone “locate” si dovrebbe visualizzare dove si trova quel terminale telefonico. (continua…)
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technorati tags: web, internet, Ajax, blog, Explorer
Le connessioni digitali sono un’illusione. Ripensavo a questa ipotesi mentre leggevo le mie parole navigando questo specchio di Narciso. Forse solo lo streaming audio o video al pari – ad esempio – del segnale televisivo escono da questa condizione di relazione asincrona. Il file cui mi collego in rete, nel momento in cui lo rendo “attuale”, è l’esito di un download a me quasi del tutto invisibile. Sul browser appare, al massimo, una barra di avanzamento, ma subito dopo ho l’impressione che io sia connesso con un sito collocato altrove. Con i siti scritti in Ajax, un linguaggio che non “rinfresca” in maniera evidente la pagina (tanto da esser sospettato di insufflare malaware), la sensazione di connessione diretta aumenta. Il meccanismo negli ftp, nella posta elettronica o negli sms viene allo scoperto, ma nelle pagine web no. (continua…)
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technorati tags: blog, internet, web, Goleman
Stéphanie Gonier, 35 anni, è l’ennesima blogger a pagare per il suo diario. E fin qui nessuna novità. Licenziata dalla Nissan dopo la maternità, ha aperto un blog per raccontare le sue peripezie al rientro in azienda dal congedo parentale. Ora deve risarcire con 1.100 euro ciascuno sei quadri dell’industria nippofrancese per oltraggio, diffamazione e perfino contraffazione. Ma lei resta orgogliosa di aver affrontato a testa alta la sua sventura e – sempre grazie al weblog – aver ottenuto il sostegno di tante persone. (continua…)









